Per un lavoratore dipendente i contributi previdenziali spariscono dalla busta paga senza che ci pensi. Per chi ha la partita IVA, invece, e tutto sulle proprie spalle: bisogna calcolarli, accantonarli e versarli. Capire il meccanismo evita la sorpresa piu temuta, quella della scadenza con il conto vuoto.
Dove si versano
A seconda dell'attivita, i contributi vanno a destinazioni diverse:
- la Gestione Separata INPS, per molti professionisti senza una cassa dedicata;
- le casse di categoria, per chi appartiene a un ordine professionale;
- le gestioni artigiani e commercianti, che prevedono anche contributi fissi minimi a prescindere dal reddito.
Il nodo degli acconti
Il sistema contributivo italiano funziona a saldo e acconto: paghi il saldo dell'anno trascorso e, insieme, un anticipo su quello in corso. Questo significa che, soprattutto il secondo anno, ti puoi trovare a versare contributi e imposte quasi raddoppiati nello stesso periodo. Chi non lo sa accantonare resta spiazzato proprio quando l'attivita inizia ad andare bene.
Quanto mettere da parte
La regola d'oro e trattare ogni incasso come parzialmente non tuo. Una quota prudente di ciascuna fattura va spostata subito su un conto dedicato a tasse e contributi, e li deve restare intoccata. La percentuale giusta dipende dal regime fiscale e dal reddito, ma e sempre meglio accantonare un po' troppo che un po' troppo poco: il surplus diventa un cuscinetto, il deficit diventa un debito con lo Stato. Tieni d'occhio le scadenze annuali e, se l'attivita cresce, aggiorna la quota. La previdenza degli autonomi e fai da te: piu sei ordinato, meno fa paura.