Hai appena prenotato il volo per le vacanze di agosto e, un attimo prima di pagare, sul sito compare la solita domanda: vuoi aggiungere l'assicurazione di viaggio per 28 euro? Il riflesso quasi automatico è cliccare "no, grazie" e chiudere la scheda, convinti che tanto hai la tessera sanitaria e la carta di credito a coprirti in caso di problemi. Il punto è che questa convinzione è vera solo a metà, e la parte scoperta è proprio quella che costa di più se qualcosa va storto.
Cosa ti protegge già (e dove si ferma)
Se viaggi dentro l'Unione Europea, in Svizzera, Norvegia, Islanda o Liechtenstein, hai già con te la Tessera Europea di Assicurazione Malattia, la TEAM, stampata sul retro della tua tessera sanitaria italiana. Ti dà diritto alle cure mediche necessarie negli stessi termini di un cittadino del paese in cui ti trovi: se in Germania un residente paga un ticket per il pronto soccorso, lo paghi anche tu; se in Francia si anticipa la visita e poi si chiede il rimborso, la procedura è quella. Funziona bene sulla carta, molto meno nella pratica: in diversi paesi devi comunque anticipare l'intera spesa di tasca tua e poi presentare i documenti alla tua ASL per il rimborso, un iter che in Italia richiede spesso tra i due e i quattro mesi, con la ASL che chiede ricevute originali e a volte anche la traduzione giurata dei referti stranieri. La TEAM copre le cure mediche necessarie, non tutto. Restano fuori il rientro sanitario con aereo attrezzato se sei troppo grave per volare su un volo di linea, le cure in strutture private (in molti paesi europei gli ospedali pubblici hanno liste d'attesa lunghe anche per gli acuti), l'assistenza fuori dall'area SEE — quindi Stati Uniti, Egitto, Thailandia, Marocco e Turchia sono completamente scoperti — e naturalmente bagaglio, annullamento o interruzione del viaggio. Vale anche per i figli minorenni, che devono avere una TEAM propria e non possono viaggiare coperti solo da quella di un genitore.
Anche la carta di credito, se possiedi una carta di fascia alta come Visa Signature o Mastercard World Elite, può includere un pacchetto assicurativo viaggio automatico — ma solo se hai pagato il volo o il pacchetto con quella carta, e i massimali sono quasi sempre più bassi di quanto ti aspetti: parliamo spesso di 30.000-50.000 euro di spese mediche contro il milione di euro offerto dalle polizze dedicate, e le esclusioni (sport a rischio, gravidanza oltre la 26esima settimana, patologie pregresse) sono lunghe quanto quelle di una polizza vera.
Cosa deve avere una polizza fatta bene
Una polizza di viaggio seria si costruisce su quattro voci, e conviene controllarle una per una prima di comprare qualsiasi cosa online in tre clic. Le spese mediche devono avere un massimale realistico: per l'Europa 30.000 euro bastano, mentre per Stati Uniti, Canada o Giappone — dove un ricovero ospedaliero può costare facilmente 10.000 dollari al giorno — servono almeno 100.000-150.000 euro. Il rientro sanitario organizzato dalla centrale operativa, non rimborsato a posteriori, è la voce che fa davvero la differenza in un'emergenza seria: un volo sanitario dedicato dall'estero può costare tra i 15.000 e i 50.000 euro a seconda della distanza, una cifra che nessuna famiglia vuole scoprire di dover anticipare. Il bagaglio, di solito coperto fino a 500-1.500 euro con una franchigia di 50-100 euro, è la voce meno importante delle quattro ma quella che le compagnie pubblicizzano di più perché è la più facile da capire.
L'annullamento viaggio merita un discorso a parte, perché è la garanzia più fraintesa. Copre il rimborso di voli, hotel e pacchetti prenotati se non puoi partire per un motivo elencato in polizza — malattia certificata, infortunio, un lutto in famiglia, a volte anche la perdita del lavoro se la polizza lo prevede esplicitamente. Non copre il ripensamento, il meteo previsto brutto o il fatto che hai trovato un'offerta migliore altrove: quello è un errore che vedo ripetersi spesso tra chi pensa di aver comprato una specie di "cambio idea assicurato".
Quanto costa davvero
Per una settimana in Europa, una polizza completa con spese mediche, rientro sanitario e bagaglio costa in genere tra 15 e 35 euro a persona: Europ Assistance, Nobis e Filo Diretto di Reale Mutua propongono pacchetti in questa fascia. Se aggiungi l'annullamento viaggio, il costo sale al 4-7% del valore del pacchetto prenotato: per una vacanza da 2.000 euro parliamo quindi di 80-140 euro in più, da pagare però entro pochi giorni dalla prenotazione — molte compagnie, tra cui InterMundial e Allianz Global Assistance, richiedono che l'annullamento venga sottoscritto entro 3-7 giorni dal primo acconto, altrimenti la copertura decade o si riduce sensibilmente.
Per un viaggio extra-UE di due settimane, con massimali medici più alti, il prezzo sale a 40-80 euro a persona. Sembra tanto finché non lo confronti con il costo di un ricovero non coperto: negli Stati Uniti una notte in terapia intensiva può arrivare a 10.000 dollari, e alcuni ospedali chiedono un deposito prima ancora di iniziare le cure se non vedono un'assicurazione valida.
Le trappole che quasi nessuno legge
Sembra che il problema principale delle polizze di viaggio sia il prezzo: non è così, il vero ostacolo è la franchigia nascosta nelle condizioni generali, quella parte di PDF che si salta perché è scritta in corpo otto e sembra tutta uguale. Conviene invece controllare tre cose specifiche prima di firmare. Primo: le patologie pregresse vanno dichiarate, anche quelle apparentemente stabili come ipertensione o diabete, perché un'omissione sulla dichiarazione può far saltare l'intero rimborso in caso di ricovero collegato. Secondo: gli sport "a rischio" sono definiti in modo diverso da ogni compagnia — lo sci fuoripista, le immersioni oltre i 30 metri e persino il trekking in alta quota sopra i 3.500 metri sono spesso esclusi dalla copertura base e richiedono un'estensione a pagamento. Terzo: quasi tutte le polizze escludono i danni da abuso di alcol, e in caso di incidente la compagnia può rifiutare il rimborso se dai referti risulta un tasso alcolemico elevato, anche se l'incidente non è direttamente collegato all'aver bevuto. C'è poi un dettaglio che quasi tutti ignorano: molte polizze coprono solo i primi 60 o 90 giorni consecutivi di viaggio, un limite che passa inosservato finché non pianifichi un trimestre in giro per il mondo e scopri di essere scoperto proprio nelle ultime settimane.
Quando conviene comprarla, quando è uno spreco
Non sempre.
Se hai già un'assicurazione sanitaria integrativa attraverso il lavoro che include l'estensione viaggio — capita con alcuni fondi come Metasalute o Fasi — o una polizza annuale multi-viaggio che costa 60-90 euro l'anno e copre tutte le partenze entro l'Unione Europea, comprare un'assicurazione singola per ogni weekend è uno spreco. Meglio valutare una polizza annuale se parti più di tre volte l'anno: il conto torna quasi sempre a tuo favore rispetto a pagare 20-30 euro a ogni singolo viaggio.
Da evitare invece è l'assicurazione proposta in automatico dal sito della compagnia aerea al momento del check-out, spuntata di default in una casella che in molti non notano nemmeno: costa quasi sempre il doppio di una polizza equivalente comprata separatamente da un comparatore, e nella maggior parte dei casi copre solo il volo, non l'intero pacchetto vacanza. Conviene comprare la polizza separatamente, confrontando almeno tre preventivi, e farlo entro pochi giorni dalla prima prenotazione se vuoi includere l'annullamento viaggio — aspettare fino alla settimana prima della partenza, quando ormai il rischio di dover annullare si è già ridotto, vanifica gran parte del senso di questa garanzia.
Per un viaggio extra-UE con voli intercontinentali, la spesa medica e il rientro sanitario restano la voce che vale davvero la pena pagare, anche se il resto della polizza finisce per non servire mai. È il classico caso in cui conviene sperare di aver buttato via 40 euro, piuttosto che scoprire sul posto quanto costa non averli spesi.