Se hai aderito alla Rottamazione-quinquies entro lo scorso 30 aprile e da allora non hai più pensato alla tua cartella esattoriale, la comunicazione che Agenzia delle Entrate-Riscossione sta inviando in queste settimane potrebbe sorprenderti. Dal 1° agosto 2026 sulle rate successive alla prima si applicano interessi al 3% annuo, e il piano di ammortamento che avevi calcolato ad aprile — quando la domanda sembrava chiudere la pratica una volta per tutte — oggi pesa qualche euro in più a ogni scadenza bimestrale. Non è una notizia che cambia la sostanza della misura, ma per chi gestisce il bilancio familiare con il contagocce agosto è il mese in cui il conto, letteralmente, cambia.
Cosa prevede davvero la nuova rottamazione, in due date che contano
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto questa quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali, la cosiddetta Rottamazione-quinquies, con un impianto diverso da quello a cui erano abituati i contribuenti che avevano già rottamato debiti in passato. La domanda di adesione andava presentata esclusivamente online, tramite l'area riservata del sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione, entro il 30 aprile 2026. Chi non ha rispettato quella scadenza è ormai fuori da questa finestra, e dovrà aspettare un'eventuale nuova edizione, se il legislatore deciderà di riproporla in futuro. Entro il 30 giugno 2026 l'agenzia doveva comunicare a chi aveva aderito l'importo complessivo dovuto, il numero di rate scelte e il relativo piano di scadenze bimestrali. Non tutti hanno ricevuto la comunicazione puntualmente: alcuni CAF segnalano ritardi di alcune settimane per i piani più complessi, quelli che includono più cartelle accumulate in anni diversi. Chi ha ricevuto la comunicazione a fine giugno e ha già versato la prima rata si trova ora, per la prima volta, nella fase in cui gli interessi entrano nel calcolo del piano. È proprio questo il punto che sta generando telefonate ai CAF e ai commercialisti in queste settimane di agosto.
Perché il 1° agosto è la data che conta adesso
Il tasso del 3% annuo, però, non si applica alla prima rata.
Si applica solo a quelle successive, secondo quanto conferma la pagina ufficiale dell'Agenzia delle Entrate dedicata alla definizione agevolata. In pratica, chi ha scelto il pagamento in un'unica soluzione non vede alcuna differenza: l'interesse riguarda solo chi ha optato per la rateazione, fino a un massimo di 54 rate bimestrali distribuite nell'arco di nove anni. L'importo minimo di ciascuna rata non può essere inferiore a 100 euro, una soglia pensata per evitare piani di rientro composti da decine di micro-versamenti che appesantiscono il sistema senza un reale beneficio per chi paga.
Quinquies non è la fotocopia della quater — e la differenza si sente sulla decadenza
Chi ha già affrontato la Rottamazione-quater, quella introdotta con la manovra 2023, ricorda bene quanto fosse severa: un solo pagamento saltato, o versato oltre il breve margine di tolleranza di cinque giorni, faceva perdere tutti i benefici e riportava il debito alle condizioni originarie, con sanzioni e interessi di mora pieni. Con la quinquies il legislatore ha allentato la maglia in modo concreto: la decadenza scatta solo dopo il mancato pagamento di più rate, anche non consecutive, non alla prima distrazione — un margine di errore che chi paga a rate su più fronti, tra mutuo, bollette e magari un altro debito rateizzato, troverà tutt'altro che superfluo.
Questo però non significa che valga tutto. Il tasso di interesse più contenuto rispetto alle bozze iniziali della manovra — che a ottobre 2025 parlavano di un 4% annuo, poi rivisto al 3% nel testo definitivo — resta comunque un costo reale, e chi pensa "tanto con la quinquies ho più margine" rischia di accumulare rate arretrate convinto di avere tempo illimitato. Non ce l'ha: la tolleranza sui ritardi è più ampia di quella della quater, ma resta comunque un numero massimo di rate saltabili oltre il quale il beneficio decade lo stesso.
Le scadenze di agosto da segnare, quater e quinquies insieme
Chi ha ancora in corso la vecchia Rottamazione-quater deve muoversi entro il 5 agosto 2026, termine ultimo — tolleranza di cinque giorni inclusa — per la tredicesima rata del piano. Per i soggetti rientranti nel Decreto Alluvioni, che godono di un calendario differenziato, la dodicesima rata scade invece il 31 agosto 2026. Sono date diverse rispetto alla quinquies, ed è facile confondersi se stai gestendo entrambe le pratiche insieme: capita più spesso di quanto si pensi a chi ha debiti accumulati in periodi diversi.
- Rottamazione-quater, rata ordinaria: 5 agosto 2026 (con tolleranza)
- Rottamazione-quater, soggetti Decreto Alluvioni: 31 agosto 2026
- Scadenza fiscale generale del 20 agosto 2026 per IRPEF, IVA e ritenute: riguarda una platea più ampia, non solo chi ha rottamato cartelle, ma qualunque contribuente con versamenti sospesi nella prima metà del mese
Meglio segnare tutte e tre le date sul calendario del telefono con una settimana di anticipo, non il giorno prima: i bonifici verso Agenzia delle Entrate-Riscossione tramite alcuni istituti richiedono uno o due giorni lavorativi per essere contabilizzati, e un pagamento fatto il 5 agosto ma accreditato il 7 può risultare fuori tolleranza.
Quanto pesa il 3% sulla rata, in pratica
Facciamo un esempio concreto, giusto per avere un'idea delle cifre in gioco: su una rata da 500 euro, un interesse annuo del 3% si traduce in circa 15 euro l'anno distribuiti sulle scadenze bimestrali, quindi una manciata di euro in più a ogni versamento. Non è una cifra che stravolge il bilancio di una famiglia media, ma va comunque messa in conto quando si pianificano le uscite del bimestre. Il discorso cambia su piani da 54 rate, quelli scelti da chi aveva accumulato debiti importanti — spesso superiori ai 20.000 o 30.000 euro tra cartelle di anni diversi — perché in quel caso l'interesse complessivo nel tempo si avvicina a qualche centinaio di euro. Conviene, per chi può permetterselo, valutare un piano più corto rispetto al massimo consentito: meno rate significano meno tempo di accumulo di interessi, anche se la rata singola pesa un po' di più ogni due mesi. Chi invece ha già scelto 54 rate e non può permettersi di aumentare l'importo bimestrale non deve preoccuparsi eccessivamente: il tasso resta comunque più basso rispetto agli interessi di mora ordinari, che in caso di decadenza dai benefici possono superare abbondantemente il 4% annuo, sanzioni comprese. La vera variabile, in ogni caso, è quanto capitale resta da restituire dopo la prima rata: più il debito residuo è alto, più l'interesse pesa nei bimestri successivi.
Cosa conviene fare, senza aspettare l'ultimo momento
Il primo passo, se non l'hai già fatto, è controllare il piano di ammortamento ricevuto via PEC o posta ordinaria da Agenzia delle Entrate-Riscossione: lì sono indicati l'importo di ogni rata, le scadenze esatte e i bollettini RAV, oppure l'IBAN per il bonifico. Da evitare il pagamento in contanti agli sportelli nei giorni immediatamente precedenti la scadenza, perché le code negli uffici di riscossione a fine mese sono un classico, e chi si presenta il 4 agosto per una scadenza fissata al 5 rischia semplicemente di non fare in tempo. Meglio impostare un bonifico con valuta fissa qualche giorno prima, oppure attivare l'addebito diretto SEPA se la tua banca lo consente sul modulo RAV.
Chi ha dubbi su quale delle due misure convenga di più in caso di un nuovo debito da rateizzare farebbe bene a rivolgersi a un CAF o a un commercialista prima di aderire a future edizioni: quater e quinquies non sono intercambiabili, e le rispettive regole di decadenza cambiano parecchio l'impatto reale di un ritardo di pagamento. Nel frattempo, chi sta già pagando ha solo due cose da fare — controllare l'importo esatto della prossima rata e non lasciarla scadere.