Rinnovo assicurazioni auto e casa a settembre: come risparmiare senza perdere garanzie

Con settembre arrivano i rinnovi di RC auto e polizza casa: ecco come confrontare i preventivi, capire bonus-malus e scatola nera, e tagliare il premio senza perdere garanzie utili.

Rinnovo assicurazioni auto e casa a settembre: come risparmiare senza perdere garanzie

Ad agosto sono arrivate le bollette dell'aria condizionata, a settembre arriva la lettera della compagnia assicurativa: rinnovo della RC auto, importo aggiornato, scadenza tra trenta giorni. Per milioni di famiglie italiane questo è il momento in cui si scopre, quasi sempre con una punta di fastidio, che il premio è salito di qualche decina di euro rispetto all'anno scorso — anche senza sinistri, anche con la stessa auto, anche restando nella stessa classe di merito.

Perché il rinnovo arriva sempre più caro, anche se non hai fatto incidenti

Il meccanismo del bonus-malus universale, in vigore dal 2015, premia chi non ha causato sinistri facendolo scendere di classe di merito ogni anno, ma questo non basta a spiegare gli aumenti che molti automobilisti vedono comunque sulla lettera di rinnovo. Le compagnie aggiornano il premio anche in base a fattori che sfuggono al controllo del singolo assicurato: l'andamento dei sinistri nella propria provincia, il costo medio dei ricambi, cresciuto sensibilmente negli ultimi anni per via dell'elettronica di bordo, e le tariffe territoriali che a Napoli o Caserta restano tra le più alte d'Europa mentre in provincia di Aosta o Trento si fermano a una frazione di quel livello. Un'utilitaria di media cilindrata assicurata a Milano da un neopatentato senza sinistri può costare 600-700 euro l'anno; la stessa auto, stesso profilo, a Reggio Calabria supera facilmente i 1.200 euro. Questa differenza territoriale — spesso ignorata da chi confronta solo il premio dell'anno prima — è il primo motivo per cui conviene rifare il preventivo da zero invece di limitarsi a pagare il rinnovo automatico. Da evitare l'errore più comune: aprire la lettera, vedere l'importo e pagare così com'è, senza controllare cosa offre il mercato in quel momento. Le compagnie sanno che la maggior parte dei clienti rinnova per inerzia, e proprio su quell'inerzia si regge buona parte del margine sulle polizze auto. Chi cambia compagnia ogni due o tre anni, invece, tende a pagare sistematicamente meno di chi resta fedele allo stesso assicuratore per un decennio senza mai controllare il mercato.

Come confrontare i preventivi senza perdere garanzie utili

Il punto di partenza corretto è Preventivass, il comparatore pubblico gestito da IVASS (l'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), che restituisce un'indicazione di massima gratuita e senza registrazione di dati sensibili oltre alla targa. È un buon primo sguardo sul mercato, ma i prezzi reali — quelli che poi si pagano davvero — si trovano sui comparatori commerciali come Facile.it o Segugio.it, oppure direttamente sui siti delle compagnie dirette come Genertel, ConTe.it, Verti o Zurich Connect, che vendendo online senza rete di agenzie riescono spesso a proporre premi più bassi rispetto a UnipolSai, Generali o Allianz sullo stesso profilo di rischio.

Attenzione però a cosa si sta davvero confrontando. Due preventivi con lo stesso premio annuo possono avere massimali di responsabilità civile molto diversi — il minimo di legge è 6.070.000 euro per i danni alle persone, ma alcune polizze scendono proprio a quella soglia mentre altre arrivano a 10 o 15 milioni per poche decine di euro in più. Conviene sempre verificare anche la franchigia sulla garanzia collisione (se presente) e se l'assistenza stradale è inclusa o va aggiunta come opzione: un traino dopo un guasto in autostrada, senza copertura, può costare 200-300 euro pagati di tasca propria.

Scatola nera: sconto reale o vincolo nascosto?

La scatola nera telematica (offerta tra gli altri da UnipolSai con Unibox e da Genertel) taglia il premio del 10-20% in media, un risparmio concreto soprattutto per chi guida poco o guida in modo prudente e vuole dimostrarlo con i dati. Il rovescio della medaglia: in caso di incidente, i dati della scatola nera vengono usati dalla compagnia per ricostruire la dinamica, e questo può giocare contro l'assicurato se lo storico di velocità o frenate brusche non è impeccabile. Per chi percorre pochi chilometri l'anno e guida con calma resta comunque la scelta più conveniente sul mercato.

La polizza casa: cosa è davvero obbligatorio e cosa no

Chi ha un mutuo in corso ha già sottoscritto, quasi certamente senza troppe domande al momento del rogito, una polizza incendio e scoppio: è l'unica assicurazione sulla casa effettivamente obbligatoria in Italia, richiesta dalla banca a tutela del proprio credito e in genere abbinata al mutuo stesso o offerta come polizza a sé stante rinnovabile ogni anno. Tutto il resto — furto, responsabilità civile capofamiglia, eventi atmosferici, tutela legale — è facoltativo, ma proprio per questo viene spesso venduto in pacchetti preconfezionati più cari del necessario. La responsabilità civile capofamiglia merita un discorso a parte perché costa poco, in genere tra 40 e 80 euro l'anno per un massimale adeguato, e copre danni che altrimenti resterebbero interamente a carico della famiglia: il vaso caduto dal balcone che ammacca l'auto del vicino, la perdita d'acqua che allaga l'appartamento di sotto, il cane che morde qualcuno per strada. Conviene sottoscriverla quasi sempre, indipendentemente dal fatto che si abbia o meno un mutuo, perché il rapporto tra premio annuo e rischio coperto è tra i migliori dell'intero mercato assicurativo italiano. Molte famiglie la scoprono solo dopo il primo incidente domestico serio, quando è troppo tardi per evitare che il danno pesi interamente sul proprio conto corrente. Chi invece la sottoscrive in anticipo, magari abbinandola alla polizza incendio già in essere sul mutuo, spesso ottiene uno sconto del 10-15% rispetto al prezzo della stessa garanzia venduta separatamente.

Furto e polizza contenuto: quando ha senso, quando è uno spreco

Per chi vive in un condominio con portineria in una grande città, con un contenuto domestico di valore modesto, la polizza furto spesso costa più di quanto valga statisticamente il rischio coperto. Diverso il discorso per chi vive in una villetta isolata, in zone con precedenti di furti nel quartiere, o per chi ha oggetti di valore — gioielli, orologi, elettronica costosa — da assicurare con un massimale specifico. In questi casi la polizza furto va valutata caso per caso, meglio con un preventivo su misura piuttosto che accettando il pacchetto standard proposto dall'agenzia.

Postepay Assicura, Generali e Allianz restano tra i nomi più diffusi per le polizze casa vendute in filiale o tramite promotore, ma anche qui il canale diretto online — con compagnie come Genertel Casa o le offerte digitali di UnipolSai — arriva spesso a premi inferiori del 15-25% rispetto alla stessa copertura venduta allo sportello, semplicemente perché i costi di distribuzione sono più bassi.

Un caso concreto rende l'idea meglio di qualsiasi percentuale. Una coppia con un appartamento di 90 metri quadri a Bologna, mutuo acceso da tre anni, ha rinnovato lo scorso anno la polizza incendio-scoppio legata al mutuo pagando 210 euro, senza controllare alternative perché "tanto la chiede la banca". Rifacendo il preventivo su un comparatore online, con le stesse garanzie minime richieste dall'istituto di credito, la stessa copertura si trovava a 140 euro presso un altro assicuratore autorizzato: settanta euro l'anno, per una polizza che quasi nessuno legge davvero e che quindi quasi nessuno confronta.

La banca impone il tipo di copertura minima — incendio e scoppio, valore a nuovo dell'immobile — non necessariamente la compagnia che la eroga: salvo clausole specifiche nel contratto di mutuo, si può quasi sempre scegliere un fornitore diverso da quello proposto in filiale al momento del rogito, a parità di garanzie richieste dalla banca.

Quando conviene davvero cambiare compagnia (e come farlo senza errori)

Bastano dieci minuti online per lasciare una compagnia che ha alzato il premio senza una vera ragione.

Dal 2012, con il decreto liberalizzazioni, disdire una polizza RC auto per passare a un'altra compagnia è diventato molto più semplice rispetto a prima: basta una comunicazione scritta — raccomandata, PEC o, sempre più spesso, form online — inviata entro i termini indicati in polizza, di solito 15 o 30 giorni prima della scadenza. La classe di merito acquisita resta valida e viene riconosciuta dalla nuova compagnia, quindi non c'è nessun motivo tecnico per restare fedeli a un assicuratore che negli ultimi due anni ha aumentato il premio più della media di mercato.

Meglio comunque non decidere sull'onda del primo preventivo più basso trovato online: prima di firmare, conviene controllare le recensioni sulla gestione dei sinistri della nuova compagnia, non solo il prezzo. Una polizza che costa 80 euro in meno ma che in caso di sinistro richiede settimane per liquidare un danno non è davvero un affare — è un problema rimandato.

Il momento giusto per fare tutto questo confronto non è il giorno prima della scadenza, quando restano poche ore per decidere e si finisce per accettare il rinnovo automatico pur di non restare senza copertura. I trenta giorni che precedono la scadenza indicata sulla lettera della compagnia sono l'unica finestra in cui si può davvero scegliere con calma, mettendo a confronto tre o quattro preventivi, verificando massimali e franchigie riga per riga, e decidendo — con dati alla mano, non per abitudine — se restare o cambiare.