Sabato 1° agosto, alle prime luci dell'alba, la fila di auto sull'A1 tra Bologna e Firenze si allungava già per chilometri. Chi si è fermato a un'area di servizio lungo la rete autostradale ha trovato la benzina self service a 2,084 euro al litro e il gasolio a 2,174 euro, secondo i dati che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiorna ogni giorno sul proprio osservatorio prezzi. Un anno fa, per lo stesso weekend, il pieno costava sensibilmente meno — e la differenza si sente soprattutto nelle famiglie che devono percorrere centinaia di chilometri per raggiungere il mare o la montagna, magari con due o tre auto per portare tutti, valigie comprese.
Quanto costa davvero il pieno quest'anno
Il confronto con l'anno scorso spiega perché tanti automobilisti si sentano presi in giro. Secondo Facile.it, ad agosto 2026 gli italiani spenderanno complessivamente circa 1,1 miliardi di euro in più rispetto allo stesso mese del 2025 per fare rifornimento, un aumento che pesa soprattutto su chi guida un diesel. Fare un pieno da 50 litri di benzina costa oggi intorno ai 99 euro, contro gli 86 euro di dodici mesi fa: +15% netto. Chi va a gasolio se la passa peggio — 109 euro per lo stesso pieno da 50 litri, contro gli 83 euro dell'agosto scorso, un balzo del 31% che nessuno sconto sulle accise è ancora riuscito ad assorbire davvero. Sulla rete ordinaria, fuori dall'autostrada, il risparmio rispetto al self autostradale è di quasi 9 centesimi al litro sulla benzina e circa 8 sul gasolio: su un pieno da 50 litri parliamo di 4-5 euro, pochi ma non trascurabili se il viaggio prevede più tappe. Meglio quindi fare benzina prima di entrare in autostrada, non dopo essere rimasto a secco proprio mentre la fila si allunga verso Ferragosto. Un sito come prezzibenzina.it, alimentato dagli stessi dati del Mimit, ti mostra in tempo reale quale distributore vicino a casa conviene davvero, e la differenza tra due impianti a due isolati di distanza può sorprendere.
Il calendario dei bollini: quando è meglio restare a casa
Aiscat e Autostrade per l'Italia pubblicano ogni estate un calendario dettagliato con bollino verde, giallo, rosso e nero per prevedere i momenti di traffico più critico, ed è uno strumento utile da controllare prima di fissare l'orario di partenza. Ad agosto 2026 il primo bollino nero è scattato già sabato 1, al mattino, seguito da un bollino rosso nel pomeriggio; la domenica successiva il rosso è tornato dalle 7 alle 13. Il weekend peggiore per chi parte, però, è quello del 7-9 agosto: venerdì 7 il traffico è intenso con possibile criticità, sabato 8 arriva un doppio bollino nero — mattina e pomeriggio — e Autostrade per l'Italia stima che in quei due giorni transiteranno complessivamente circa 16 milioni di veicoli sulla rete gestita, in particolare lungo l'A1 Milano-Napoli e l'A14 Bologna-Taranto, le direttrici storicamente più trafficate. Ferragosto vero e proprio, curiosamente, non è il momento peggiore per chi parte: sabato 15 la situazione resta gestibile. Il vero collo di bottiglia arriva subito dopo, con il controesodo: domenica 16 e lunedì 17 agosto tornano rosso al mattino e al pomeriggio, e lo stesso schema si ripete nei weekend del 22-23 e del 29-30, con una coda di traffico intenso ancora lunedì 31. Se viaggi con un furgone o un camper sopra le 7,5 tonnellate complessive, ricorda che i mezzi pesanti hanno il divieto di circolazione in dodici giornate sparse lungo tutto il mese, tra cui sabato 1, l'intero weekend del 7-9 agosto e quello di Ferragosto — un dettaglio che molti scoprono solo al casello, con la multa già in arrivo.
Pedaggi: quanto pesano sul conto finale
Il pedaggio più caro d'Italia si chiama BreBeMi.
Ai costi del carburante si sommano quelli del pedaggio, e anche qui il 2026 non ha portato buone notizie. Dal 1° gennaio le tariffe autostradali sono aumentate in media dell'1,1%, con rincari reali che vanno dai 10 ai 30 centesimi a tratta a seconda del percorso — un'inezia se viaggi una volta l'anno, una spesa concreta se percorri lo stesso tratto ogni settimana. Il costo medio si aggira intorno ai 7 euro ogni 100 chilometri, ma varia parecchio da un'autostrada all'altra: la A35 BreBeMi resta la più cara in assoluto, con punte di 0,22 euro al chilometro sui tratti più brevi come Treviglio-Chiari, mentre la Firenze Nord-Bologna Casalecchio, dopo l'ultimo rincaro, è salita a 9,18 euro ogni 100 chilometri. Su un viaggio lungo — diciamo da Milano fino alla costa adriatica o al Sud — il pedaggio da solo può facilmente superare i 40-50 euro a tratta, senza contare il ritorno. Prima di partire, vale la pena simulare il percorso su un calcolatore come calcolopedaggio.it: conoscere la cifra esatta evita brutte sorprese al casello e aiuta a valutare se un tragitto alternativo, magari un po' più lungo ma con meno tratti a pagamento, converrebbe davvero.
Telepass, ViaCard e i trucchi ai caselli
Il Telepass resta lo strumento più comodo per chi fa più viaggi lunghi in un anno: elimina la fila alle casse, funziona su quasi tutta la rete europea e, con alcuni piani, applica sconti dedicati sulle tratte più frequentate. La ViaCard, la tessera prepagata di Autostrade per l'Italia, è la scelta migliore per chi viaggia poche volte e non vuole legarsi a un canone mensile: si ricarica in autogrill, funziona nelle corsie dedicate e non richiede alcun contratto. Meglio evitare invece il pagamento in contanti nei weekend da bollino nero: le code alle casse manuali si allungano in modo sproporzionato proprio nei momenti di traffico più intenso, e il tempo perso al casello spesso costa più del canone di un Telepass mensile.
Le mosse concrete per spendere meno
Nessuno di questi accorgimenti da solo cambia il bilancio delle vacanze in modo drastico, ma sommati tra loro possono facilmente valere 30-40 euro a viaggio — una cena in più al mare, per intenderci.
- Confronta i prezzi prima di partire con i dati dell'Osservatorio prezzi carburanti del Mimit: la differenza tra un distributore e l'altro, anche nella stessa città, può superare i 10 centesimi al litro.
- Fai il pieno fuori dall'autostrada, la sera prima di partire: risparmi in media 4-5 euro su un pieno da 50 litri.
- Evita il caffè e la colazione in autogrill nei weekend da bollino rosso, perché i prezzi delle aree di servizio più trafficate salgono proprio quando la domanda è più alta.
- Parti nelle fasce verdi indicate dal calendario di Autostrade per l'Italia, anche se significa alzarsi un'ora prima o partire di sera.
- Simula il costo del pedaggio su calcolopedaggio.it prima di scegliere il percorso, così sai già a casa quanto ti costerà il casello.
- Dividi il viaggio con altre famiglie dirette alla stessa meta: due famiglie su un'unica auto abbattono benzina e pedaggio più di qualsiasi altro trucco, a patto di sopportarsi per qualche ora di coda.
E se devi partire per forza in un giorno da bollino nero?
Non sempre si può scegliere: chi lavora fino al venerdì sera o gestisce turni scomodi finisce comunque incolonnato nei giorni peggiori, bollino nero o no. In quel caso l'unica vera contromisura è partire molto presto, prima delle 6 del mattino, oppure aspettare la sera tardi, dopo le 21, quando il grosso del traffico si è già smaltito. Anche se può sembrare che tutto sia già scritto nel calendario dei bollini, la situazione reale sulla strada dipende anche dal meteo e da eventuali incidenti, quindi conviene comunque controllare gli aggiornamenti in tempo reale — il numero verde 1518 e le frequenze di Rai Isoradio restano i canali più affidabili — prima di mettersi in coda per ore. C'è però un'eccezione a tutte queste strategie: se il viaggio è breve, sotto i 150-200 chilometri, spesso conviene rassegnarsi al traffico piuttosto che perdere un'ora a cercare un percorso alternativo che alla fine costa più chilometri, più benzina e la stessa quantità di nervi.