Conto deposito o BTP nel 2026? Come far rendere i risparmi dell'estate

Conto deposito o BTP nel 2026? Come far rendere i risparmi dell'estate

A fine giugno succede una cosa curiosa col conto corrente. Arriva la tredicesima ormai spesa, magari un piccolo rimborso del 730, e ti ritrovi qualche migliaio di euro fermo lì, sul corrente, che non rende niente. Anzi, con l'inflazione perde valore ogni mese. La domanda che mi fanno più spesso in questo periodo è sempre la stessa: «Meglio un conto deposito o un BTP?». Non c'è una risposta giusta per tutti, ma c'è una risposta giusta per te. Vediamo come trovarla.

Partiamo da cosa sono davvero, senza giri di parole

Il conto deposito è un salvadanaio un po' più furbo. Versi i soldi, la banca te li tiene e ti paga un interesse. Puoi sceglierlo libero (prelevi quando vuoi, rende meno) o vincolato (li blocchi per 6, 12, 24 mesi e in cambio rende di più). I soldi sono garantiti dal Fondo Interbancario fino a 100.000 euro per intestatario, quindi anche se la banca dovesse saltare, tu non perdi nulla entro quella soglia.

Il BTP, il Buono del Tesoro Poliennale, è invece un prestito che fai allo Stato italiano. Lo Stato ti paga una cedola ogni sei mesi e ti restituisce il capitale alla scadenza. Lo compri tramite la banca o la posta, oppure direttamente in fase di emissione. La differenza grossa rispetto al deposito è che il BTP ha un prezzo che oscilla ogni giorno sul mercato: se lo vendi prima della scadenza, potresti incassare più o meno di quanto hai messo.

La tassazione: qui il BTP gioca sporco (a suo favore)

Questo è il punto che quasi nessuno ti spiega bene al bancone. Sul conto deposito gli interessi sono tassati al 26%. Sul BTP, e su tutti i titoli di Stato, la tassa è al 12,5%. La metà esatta, più o meno. C'è anche l'imposta di bollo dello 0,20% annuo, che però vale per entrambi gli strumenti, quindi non sposta il confronto.

Faccio un conto della serva, di quelli che si fanno a mente al tavolo della cucina. Su 10.000 euro che ti rendono il 3% lordo in un anno, parliamo di 300 euro di interessi. Sul conto deposito ne incassi netti circa 222. Sullo stesso rendimento, su un titolo di Stato, ne incasseresti circa 262. Quaranta euro su diecimila non cambiano la vita, ma su cifre più grandi e su più anni la differenza pesa, eccome.

E allora il BTP vince sempre? No, e ti spiego il trucco

Il conto deposito vincolato ha un vantaggio che in estate vale doppio: sai esattamente quanto ti torna e quando. Niente sorprese, niente prezzo che balla. Se a settembre devi pagare la retta dell'università del figlio o il saldo della casa al mare, un vincolo a tre mesi è perfetto: blocchi, incassi, fine.

Il BTP invece ti chiede una cosa in più: la pazienza di portarlo a scadenza. Se compri un BTP che scade nel 2031 e ti serve liquidità nel 2027, devi venderlo al prezzo di mercato di quel giorno. Magari ci guadagni, magari ci rimetti. Chi nel 2022 ha comprato titoli lunghi e poi ha dovuto vendere in fretta se lo ricorda bene. La regola che ripeto sempre: con il BTP, metti solo soldi che sei sicuro di non toccare fino alla scadenza.

Una terza via che in pochi considerano: il BTP Valore

Negli ultimi due anni il Tesoro ha tirato fuori il BTP Valore, pensato proprio per i piccoli risparmiatori. Cedole pagate ogni tre mesi, rendimento che cresce nel tempo (il cosiddetto meccanismo step-up) e un premio extra se lo tieni fino alla fine. Niente commissioni di acquisto se lo prendi in emissione. Per chi vuole la tassazione al 12,5% ma anche un flusso di cassa regolare, senza dover ragionare su prezzi e mercati, è spesso il compromesso più sensato. Tieni d'occhio le date delle prossime emissioni, di solito vengono annunciate con qualche settimana di anticipo.

Come scegliere, in pratica, questa estate

Ti lascio il ragionamento che farei io, davanti allo stesso bivio:

  • Soldi che ti servono entro l'anno (vacanze, tasse, imprevisti): conto deposito libero o vincolo breve. La flessibilità batte i quaranta euro di tassazione risparmiata.
  • Somma che puoi parcheggiare per 4-5 anni o più: qui il BTP o il BTP Valore hanno senso, grazie alla tassa dimezzata e alle cedole.
  • Non sai bene: spezza. Una parte sul deposito per dormire tranquillo, una parte sul titolo di Stato per far rendere il resto. Non è obbligatorio scegliere uno solo.

Un'ultima cosa, che vale più di mille calcoli. Prima di vincolare qualsiasi cifra, controlla di avere da parte tre o quattro mensilità di spese su un conto liberamente accessibile. Quello è il vero scudo contro la lavatrice che si rompe ad agosto o l'auto che ti pianta in autostrada. Far rendere i risparmi è sano, ma la prima regola resta dormire la notte. Il rendimento, senza la tranquillità, non è un buon affare.